Presentazione

   Perché dipingo?
   Nella mia prima gioventù ho dipinto spesso per fissare sulla tela le impressioni della mia infanzia: ritornando il sabato a Gerace da Locri, dove frequentavo la scuola media, vedevo appesi fra la casa e la bottega di mio padre tintore le solite matasse di seta, di cotone, di lana, tinte con allegri colori. I gialli, i rossi, i turchini assieme all'indaco dei fustagni mi ricordavano la mia infanzia. Anche la nenia del Coro che proveniva dalla Cattedrale era la stessa di un tempo. Era così che il pennello scorreva sulla tela, senza acqua ragia o olio di lino.
   Da adulto ho dipinto di tutto, ritornando di tanto in tanto nelle "vinelle" di Gerace. Il grosso delle mie tele ritrae Serra San Bruno, patria di adozione, dove da farmacista mi sono incontrato molto spesso fra scatole e scatolette con la Lepetit, la stessa industria chimica dei barattoli di colore giallo, rosso, turchino di mio padre. Da pensionato dipingo molto toccato, stavolta, dal sogno di Faust: "Attimo fuggente arrestati sei bello"


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