Biografia

  Giuseppe Jellamo, il farmacista-pittore secondo la definizione con cui è stato etichettato da vari decenni, è nato nel gioiello urbanistico, onore e vanto dell'intero Meridione italiano, che è Gerace, sull'amba al cospetto del mare di Locri, il 27 novembre 1927. Suo padre faceva il tintore di stoffe di e forse questo spiega la grande passione che Pino, come affettuosamente lo chiamano parenti ed amici, ha sempre nutrito per i colori.
  Allievo del Liceo Scientifico "Cavour" a Roma, poi della Facoltà di Chimica e Farmacia della Capitale. Laureatosi nel luglio del 1954 prese ad esercitare la professione a Serra San Bruno, 1a cittadina sull'altopiano delle Serre vibonesi destinata a diventare la sua sede definitiva. Là si è sposato ed è diventato padre di una figlia.
  Per tutti gli anni di attività professionale il retrobottega, il laboratorio, è stato il suo principale atelier di pittore. Là dentro, tra un cliente e l'altro, tra una pennellata e l'altra, ha vissuto la sua doppia vita di farmacista e di artista. Là dentro ha prodotto una notevole quantità di opere sempre alla ricerca di forme espressionistiche che lo soddisfacessero e lo appagassero. Ha frequentato, con buoni esiti, il ritratto, il paesaggio, la natura morta. Purtroppo assai raramente si è lasciato convincere a cercare un contatto diretto col pubblico con mostre personali o partecipando a mostre collettive.
  Ha esposto ovviamente a Serra San Bruno, ma saggiato il gusto degli appassionati anche a Cosenza (1971) e a Casamassima (1985) ottenendo lusinghieri consensi. Nel 1970 ha preso parte alla biennale di Pittura "Città di Gerace"; ha partecipato alla Collettiva di Monterosso Calabro, all'estemporanea "La Tavolozza" a Catanzaro e all'ottava Mostra del Miniquadro ordinata a Roma dalla VERRITRE'.
  Di lui hanno scritto "Scena illustrata", "Il Subbio", "Il Narciso", "Alziamo le vele", "Il Gazzettino dello Jonio", "La Calabria", "Il Miliardo", ospitando giudizi lusinghieri di seri critici d'arte, tra cui il Prof. Gaudio Incorpora, il quale ha proposito di due opere di Jellamo ha scritto: "Giuseppe Jellamo, il farmacista-pittore, passato da una lunga e coscienziosa fase sperimentale a quella di libera attuazione, non può dirsi uno sprovveduto, ma il depositario di un segreto statistico che molte opere riesce a tradursi in messaggio d'arte".

Sharo Gambino


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